Felice di vedere quanto il Bosco dei sogni aiuti i bambini – Giuseppina Merenda torna all’Infantile

08/06/2026

Felice di vedere quanto il Bosco dei sogni aiuti i bambini – Giuseppina Merenda torna all’Infantile

A volte c’è chi torna in un luogo per lasciarselo alle spalle e chi, invece, vi ritorna per ritrovare il senso di un gesto nato dal dolore e trasformato in speranza. È quello che ha fatto Giuseppina Merenda, che ha voluto rivedere il «Bosco dei sogni», l’allestimento artistico che dallo scorso luglio accoglie i piccoli pazienti del Pronto soccorso dell’ospedale Infantile «Cesare Arrigo» di Alessandria.

Tra pareti colorate, animali, personaggi immaginari e paesaggi ispirati al territorio alessandrino, il progetto firmato dall’artista Silvio Irilli nell’ambito del progetto «Ospedali a colori», promosso dalla Fondazione Uspidalet, continua ogni giorno ad accompagnare bambini e famiglie in uno dei momenti più delicati del percorso di cura.

Insieme a due amiche, Giuseppina è voluta tornare tra quelle corsie per osservare ancora una volta il risultato di un’iniziativa che ha contribuito a rendere possibile tutto questo. «Sono molto contenta – racconta con emozione –. Ho portato due amiche perché non erano venute il giorno dell’inaugurazione e io stessa allora non avevo visto bene tutto, c’era molto movimento».

Dietro quella donazione c’è una storia personale che affonda le radici proprio tra le mura dell’Infantile. Il fratellino di Giuseppina fu ricoverato qui per diversi mesi e quel ricordo, mai dimenticato, si è trasformato negli anni nel desiderio di fare qualcosa per l’ospedale. «Avevo questo sogno da tempo. Ho scelto di sostenere la Fondazione Uspidalet anche grazie al suggerimento della mia amica – dice –. Il mio fratellino è stato ricoverato qui per cinque mesi e sentivo il bisogno di lasciare qualcosa che potesse essere utile ai bambini di oggi». Un gesto nato dalla memoria, ma rivolto al futuro. «Avere un ospedale pediatrico come questo è una grande risorsa per il territorio. E se questi dipinti – conclude – riescono a regalare un po’ di allegria ai bambini, allora sono davvero felice».

L’impatto del «Bosco dei sogni» è evidente anche agli occhi di chi lavora ogni giorno accanto ai piccoli pazienti. Alessio Pini Prato, direttore della Chirurgia Pediatrica, considera il progetto un esempio concreto di umanizzazione delle cure. «Questo allestimento rappresenta quello che vorremmo riuscire a esprimere in tutto il presidio – spiega –. L’obiettivo è rendere l’ambiente ospedaliero meno spaventoso e più vicino ai bambini».

I risultati si vedono quotidianamente. Pini Prato prosegue: «I bambini si fermano a osservare i disegni, indicano gli animali, cercano i particolari nascosti. In alcune stanze le decorazioni proseguono persino sul soffitto, così che anche chi è sdraiato durante una visita o una medicazione possa distrarsi». Un aspetto che ha anche un valore clinico. «È quella che definiamo sedazione non farmacologica – sottolinea Pini Prato –. Significa spostare l’attenzione del bambino e ridurre la percezione del fastidio o della paura. Non elimina il disagio, ma aiuta ad affrontarlo meglio».

Per il direttore, iniziative come questa contribuiscono anche a cambiare il modo in cui i più piccoli percepiscono l’ospedale. «Vogliamo che non sia visto soltanto come un luogo di dolore – rimarca –, ma anche come un ambiente accogliente e rassicurante».

A quasi un anno dall’inaugurazione, il «Bosco dei sogni» continua così a fare ciò per cui era nato: regalare un momento di serenità ai bambini e alle loro famiglie. Un piccolo mondo di fantasia nato da una storia personale che oggi continua a lasciare il segno ogni giorno.