Michele e quel video che racconta l’Ospedale Infantile con la fantasia

23/06/2026

Michele e quel video che racconta l’Ospedale Infantile con la fantasia

Un piccolo paziente trasforma il suo ricovero in un racconto fatto di colori, disegni e accoglienza

Tra le pareti della Chirurgia Pediatrica di Alessandria, a volte nascono storie che vanno oltre la cura. Storie capaci di restare, di lasciare un segno. Come quella di Michele, un piccolo paziente arrivato da Napoli che, dopo il ricovero, ha scelto di raccontare l’ospedale a modo suo.

Non con parole mediche o ricordi difficili, ma con immagini, colori e fantasia. Michele ha realizzato un video, montato con l’entusiasmo e la leggerezza dei suoi anni, in cui l’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” diventa quasi un luogo da scoprire: non un ambiente di interventi e paure, ma uno spazio accogliente, simile a una scuola o a un asilo, dove sentirsi accompagnati.

Nel suo racconto scorrono i disegni che abitano i reparti, figure familiari e rassicuranti che trasformano i corridoi in un piccolo mondo colorato e a misura di bambino. «Si è fermato su quei dettagli, li ha osservati e li ha resi protagonisti – racconta il direttore della Chirurgia Pediatrica, Alessio Pini Prato –. È una cosa che mi ha colpito molto: dimostra quanto questi investimenti abbiano un valore reale per i nostri piccoli pazienti».

Il video di Michele è diventato così una testimonianza spontanea e autentica: uno sguardo capace di cogliere ciò che spesso gli adulti danno per scontato. Non la tecnologia, non la complessità delle cure, ma l’atmosfera, la capacità di far sentire un bambino nel posto giusto, anche in un momento delicato.

Dietro quei colori e quegli spazi c’è anche il lavoro costante della Fondazione Uspidalet, da anni al fianco dell’Infantile. «È un legame indissolubile – sottolinea ancora Pini Prato –. La Fondazione rappresenta per noi un’opportunità insostituibile per colmare il divario tra ciò che il sistema sanitario può offrire e ciò di cui abbiamo davvero bisogno per curare al meglio i bambini».

Negli ultimi quindici anni, questo impegno si è tradotto in oltre sei milioni di euro tra attrezzature, arredi e progetti. Un contributo concreto che ha permesso, tra le altre cose, di realizzare e rendere accoglienti spazi come quelli vissuti da Michele. «Mantenere l’eccellenza richiede investimenti continui – aggiunge il direttore – e in ambito pediatrico anche l’ambiente fa parte della cura».

Così, tra una farfalla disegnata su una parete e uno gnomo colorato, prende forma un’idea di ospedale diversa: più vicina ai bambini e più capace di accoglierli davvero. E a volte basta lo sguardo di un piccolo paziente, come Michele, per ricordarlo a tutti.