Salute, prevenzione e consapevolezza: la medicina incontra i cittadini

06/10/2026

Salute, prevenzione e consapevolezza: la medicina incontra i cittadini

Tre appuntamenti promossi dalla Fondazione Uspidalet ETS per conoscere meglio il nostro corpo, comprendere i percorsi di cura e confrontarsi direttamente con gli specialisti dell’IRCCS AOU AL

Ci sono sintomi che impariamo a riconoscere, altri che tendiamo a sottovalutare. Ci sono diagnosi che arrivano all’improvviso e percorsi di cura che, per chi non è un professionista della salute, possono sembrare difficili da comprendere. E poi ci sono le domande, quelle che spesso arrivano dopo, quando vorremmo saperne di più.

È anche da qui che nasce «Salute: prevenzione e consapevolezza ad ogni età», il ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Uspidalet ETS insieme a Inner Wheel Alessandria, Fidapa, Zonta Club Alessandria e Soroptimist. Un progetto pensato per creare un ponte tra gli specialisti dell’IRCCS AOU AL e la cittadinanza, mettendo a disposizione competenze e conoscenze attraverso un linguaggio accessibile.

Gli appuntamenti saranno alle 21 al Centro Congressi Alessandria, in piazza Fabrizio De Andrè 76: il 7 ottobre, il 20 gennaio e il 17 marzo.

«Volevamo stimolare interesse nei confronti della cultura scientifica – spiega Bruno Lulani, presidente della Fondazione Uspidalet ETS – affrontando temi e patologie molto diffuse che possono insorgere sia nell’età pediatrica che in quella adulta. Abbiamo scelto un approccio scientifico ma anche divulgativo, affidandoci a professionisti che lavorano nei nostri ospedali e che rappresentano vere eccellenze del territorio».

Un’esigenza ancora più importante in un momento in cui le informazioni sulla salute sono ovunque, ma non sempre sono affidabili. «Siamo subissati da una quantità enorme di informazioni e le fake news sono all’ordine del giorno – continua Lulani –. Per questo parlare di salute con competenza significa innanzitutto fare chiarezza, contrastare i falsi miti e stimolare quella consapevolezza che rappresenta il primo passo verso la prevenzione».

Un dialogo, non una lezione

L’iniziativa nasce anche dalla volontà di cambiare il modo in cui il pubblico incontra la medicina. Non soltanto ascoltare, ma poter fare domande, confrontarsi e comprendere meglio i percorsi che ogni giorno vengono affrontati negli ospedali. «L’idea è avvicinare la pratica clinica del nostro ospedale alla cittadinanza – sottolinea Andrea Barbanera, direttore della Struttura complessa di Neurochirurgia e del Dipartimento Chirurgico –. Abbiamo scelto tre argomenti molto differenti, ma con un particolare interesse anche per il mondo femminile, e li affronteremo mettendo insieme competenze diverse».

Barbanera sarà presente in tutti gli appuntamenti e insiste soprattutto sul ruolo del pubblico: «Non vogliamo semplici lezioni frontali. L’invito è a essere presenti, ma soprattutto interattivi. Vorremmo che questi incontri diventassero una discussione, nella quale i cittadini possano ascoltare, fare domande e confrontarsi direttamente con i professionisti».

Il primo appuntamento, mercoledì 7 ottobre, sarà dedicato al dolore lombopelvico, con il titolo «Dal mal di pancia al mal di schiena». A parlarne saranno Barbanera e Alessio Pini Prato, direttore del Dipartimento Pediatrico-Ostetrico e della Struttura complessa di Chirurgia pediatrica. «Sono momenti fondamentali perché consentono di tradurre concetti clinici complessi, spesso difficili per i non addetti ai lavori, in informazioni accessibili – spiega Pini Prato –. Questo facilita la vicinanza tra medici, pazienti e popolazione e permette di spiegare quei passaggi che per noi fanno parte del lavoro quotidiano, ma che per un cittadino possono essere tutt’altro che scontati».

Il 20 gennaio 2027 l’attenzione si sposterà invece sul trauma cranico, seguendo il percorso «dall’impatto alla riabilitazione». Insieme a Barbanera interverrà Luca Perrero, direttore della Struttura complessa di Neuroriabilitazione e del Presidio riabilitativo «Teresio Borsalino». Un tema che permette di guardare oltre l’emergenza e raccontare ciò che avviene dopo. «Quando queste patologie colpiscono, coinvolgono non soltanto la persona ma l’intera famiglia – osserva Perrero –. Conoscere ciò che viene fatto in città e i percorsi disponibili può aiutare ad affrontare le difficoltà e a non sentirsi soli. Conoscere la disabilità significa anche costruire maggiore solidarietà nella comunità».

L’ultimo appuntamento, il 17 marzo 2027, sarà dedicato all’ipofisi e al suo impatto sulla salute delle donne. A confrontarsi saranno Matteo Vitali, dirigente medico della Neurochirurgia, e Andrea Secco, responsabile della Struttura complessa DEA Pediatrico Infantile, con Barbanera nel ruolo di moderatore. «L’ipofisi rappresenta il punto di unione tra sistema nervoso centrale e sistema endocrino e coordina numerose funzioni vitali – spiega Secco –. Conoscerla più da vicino permette di comprendere quanto la patologia ipofisaria sia complessa e richieda esperienza e collaborazione all’interno di un team multidisciplinare». Un percorso che Vitali affronterà partendo dai segnali da riconoscere fino alle possibilità terapeutiche: «Parleremo di patologia ipofisaria e di come possa incidere sulla salute e sulla vita di tutti i giorni. Illustreremo i sintomi, la diagnostica e le possibili cure. Sarà un’importante occasione di divulgazione scientifica, incontro e dibattito».

Insieme per promuovere la prevenzione

Accanto alla Fondazione Uspidalet ci sono i quattro Club di Servizio femminili, accomunati dall’impegno sul fronte della salute e della prevenzione. Per Lidia Pezzano, presidente di Inner Wheel Alessandria, sostenere il progetto significa «favorire una corretta informazione medica e soprattutto promuovere la prevenzione». Un’attenzione particolare alla salute delle donne arriva da Brunella Bolloli, presidente di Fidapa Alessandria: «È importante ricordare quanto sia fondamentale, soprattutto per le donne, imparare a prendersi cura di se stesse e fare prevenzione». Per Nadia Biancato, presidente di Zonta Club Alessandria, la conoscenza diventa invece uno strumento per riconoscere e affrontare meglio i problemi: «Conoscere è il primo passo per voler bene a se stessi e agli altri. Questi incontri possono aiutare a non sottovalutare determinati sintomi e a comprendere meglio i percorsi di cura». Infine, Barbara Paglieri, presidente di Soroptimist, richiama il valore collettivo dell’iniziativa: «Promuovere cultura, informazione e consapevolezza significa contribuire concretamente al benessere delle persone e della comunità. La salute va tutelata attraverso prevenzione, informazione corretta e accesso alle cure».

Tre occasioni, dunque, per fermarsi, ascoltare e fare domande. È questo il senso del progetto della Fondazione Uspidalet: creare occasioni di incontro e conoscenza, perché la competenza dei professionisti possa diventare patrimonio della comunità e trasformarsi in maggiore consapevolezza.