Dodici avventure tra corridoi colorati, sottomarini spaziali e missioni notturne per aiutare i bambini a vivere l’ospedale con meno paura. Un progetto della Fondazione Uspidalet.
Tutto comincia con un lettino, il numero 7, una torcia da esploratore e un leoncino di peluche dalla criniera color miele. Per Mattia, sette anni, arrivare all’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” di Alessandria significa entrare in un mondo sconosciuto, fatto di corridoi, camici bianchi e rumori che fanno paura. Ma basta un colpo di becco alla finestra perché tutto cambi. È la cicogna Uspa, custode dei piccoli pazienti, a dare il via alla magia: il peluche Leo si stiracchia, sbadiglia e, con un piccolo ruggito, prende vita.
Da quel momento l’ospedale diventa un luogo dove ogni corridoio nasconde una sorpresa. Sono le avventure di Uspa e Leo, protagonisti del progetto podcast della Fondazione Uspidalet, scritte dalla giornalista Ketti Porceddu e raccontate dalla voce dell’alessandrina Benedetta Parodi, conduttrice televisiva, scrittrice e testimonial della Fondazione.
Insieme a Mattia, i due amici incontrano una squadra di piccoli eroi: Tommy, con il suo gessetto da pirata; Chloe, l’ingegnere dai mattoncini colorati; Giulia, capace di trasformare le parole in musica; Maya e Samir, sempre pronti a nuove missioni. Con loro si attraversano mondi fantastici, ma legati alla quotidianità del Cesare Arrigo.
C’è Berto, un buffo virus viola che ama il disordine e vorrebbe cancellare i colori dell’ospedale. Ruba i calzini preferiti di Maya e Tommy, li annoda per costruire una fionda e lanciare rotoli di carta igienica. Ma la squadra lo mette in fuga con una torcia, bolle di sapone alla fragola e tanto coraggio. Un’altra notte Berto manomette le frecce colorate dei corridoi, cercando di far perdere la strada a medici e infermieri. Saranno il super-fiuto di Leo e la luce della torcia di Mattia a rimettere tutto a posto.
La fantasia vola anche oltre le mura dell’ospedale. A bordo delle cicogne guidate da Uspa, i bambini sorvolano Alessandria, passando sopra Piazza della Libertà e il Platano di Napoleone, fino alla Cittadella. Qui Berto tenta di rubare le lucciole d’oro, simbolo dei pensieri felici e delle donazioni destinate alla Fondazione. I piccoli eroi riescono a liberarle, restituendo alla città la luce della solidarietà.
Tra le storie c’è anche quella ambientata nella Ronald McDonald Family Room: un luogo che profuma di camomilla e biscotti, con divani morbidi, una cucina e un soffitto dipinto di stelle. Uno spazio che richiama il calore di casa, grazie anche a Casa Ronald McDonald Italia ETS e, nello specifico, alla Ronald McDonald Family Room Alessandria, «per essere quell’abbraccio sicuro e profumato di casa che accoglie e protegge le famiglie nei momenti più delicati». «La medicina cura il corpo, ma l’amore della mamma e del papà curano l’anima», spiega Uspa a Mattia. E poi la corsa notturna di Samir sulla sua sedia a rotelle trasformata in una Bat-mobile: insieme agli amici consegna peluche e libri ai bambini appena arrivati in reparto, perché nessuno si senta solo.

Da sinistra: Benedetta Parodi, Bruno Lulani e Ketti Porceddu.
Dietro la magia c’è una realtà concreta. Nelle avventure la Fondazione Uspidalet diventa un supereroe invisibile, una scia dorata che porta tecnologia e protezione: la risonanza magnetica si trasforma in un sottomarino spaziale, la sala operatoria in un ambiente multimediale e il centro di riabilitazione robotica in una palestra per conquistare nuovi traguardi. Dal 2009 la Fondazione ha investito oltre 6 milioni di euro in più di cento progetti per l’Ospedale Infantile.
«Con questo progetto vogliamo raccontare il valore della nostra missione con un linguaggio capace di arrivare direttamente al cuore dei bambini e delle famiglie – sottolinea Bruno Lulani, presidente della Fondazione Uspidalet –. La fantasia può aiutare a guardare all’ospedale con meno paura, ma anche a comprendere quanto siano importanti la ricerca, le tecnologie e l’accoglienza. Ogni donazione si traduce in un aiuto concreto per migliorare la qualità delle cure e rendere il percorso dei piccoli pazienti più sereno. Con Uspa e Leo vogliamo far conoscere questo impegno e coinvolgere nuove persone della nostra squadra di solidarietà».
«Sono felice di dare voce alle avventure di Uspa e Leo, due personaggi che, attraverso la fantasia, riescono a raccontare ai bambini un luogo importante come l’ospedale con dolcezza, leggerezza e un pizzico di magia – racconta Benedetta Parodi –. Credo che le storie possano essere una grande risorsa per aiutare i più piccoli ad affrontare le paure, sentirsi meno soli e scoprire che anche nei momenti difficili ci possono essere spazio per il sorriso, l’amicizia e la speranza».
Un progetto che unisce il potere delle favole a un obiettivo concreto: sostenere la Fondazione Uspidalet e il suo impegno per un ospedale sempre più accogliente e attento ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie. Perché i veri supereroi del Cesare Arrigo sono anche i medici, gli infermieri, i volontari, i genitori e tutte le persone che scelgono di dare il proprio contributo. E ogni piccolo gesto di generosità può fare una grande differenza.
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